L’agricoltura biologica

L’agricoltura biologica è un metodo di coltivazione che mira a valorizzare e conservare i sistemi biologici produttivi, nel pieno rispetto dell’ambiente, degli equilibri naturali e della biodiversità. Più semplicemente, l’agricoltura biologica è rispetto della vita, come del resto indica l’origine del termine biologico, che deriva dal greco bìos, «vita», e da lògos, «discorso, scienza».

Un discorso sulla vita che, applicato all’agricoltura biologica, non prevede quindi il ricorso a sostanze chimiche di sintesi, il cui utilizzo rischia di danneggiare le sostanze naturali del suolo – oltre che la salute dell’operatore e del consumatore di prodotti biologici – ma che tende, per quanto possibile, a migliorare le caratteristiche del terreno, salvaguardandone le forme di vita e preservando gli organismi utili alle stesse tecniche di coltivazione biologica.

Tecniche che, per quanto numerose, fanno però capo a due grandi categorie, ovvero quella del metodo organico-biologico e quella del metodo biodinamico. Nel primo caso – il più diffuso nell’agricoltura biologica in Italia e a livello globale – si applicano le conoscenze delle scienze naturali; nel secondo, le teorie dell’antroposofia di Rudolf Steiner, che tentano un superamento della visione meccanicistica della natura, basandosi sulle emozioni che la terra evoca nell’uomo e cercando infine di dar loro concretezza.

Sia come sia, consumare prodotti biologici – che non differiscono nei valori nutrizionali dagli alimenti convenzionali, e che anzi riducono il rischio di allergie e assicurano una minore esposizione ad antibiotici e a pesticidi – significa quindi consumare prodotti che provengono da agricoltura biologica, un metodo di coltura che non tratta chimicamente il suolo e che non lo manipola geneticamente: nell’agricoltura biologica vengono infatti impiegate solo sostanze naturali; additivi chimici come concimi, diserbanti, insetticidi non hanno ragion d’essere nell’agricoltura biologica.

Il terreno è sottoposto a rotazione delle colture: oltre a far sì che la terra e la pianta ne traggano beneficio, senza la minaccia di un’esaurimento delle sostanze nutrienti del suolo e della proliferazione dei parassiti, il piano di rotazione inserisce volta per volta specie miglioratrici e colture da sovescio – l’interramento di alcune specie vegetali per garantire una buona fertilità della terra –, sarchiate e a radice profonda. Sostanze di natura organica o minerale vengono usate per la concimazione biologica e il trattamento biologico, mentre meccanismi che limitino il consumo e lo spreco dell’acqua garantiscono la dovuta irrigazione.

L’agricoltura biologica rientra con ogni evidenza nel grande progetto di sviluppo sostenibile, in quella forma di sviluppo economico che vuole essere compatibile con la salvaguardia dell’ambiente. Nel tempo, e con un certo equilibrio.

L’agricoltura biologica sposa quindi uno stile di vita sano, responsabile, che guarda avanti: l’uomo e il mondo in cui l’uomo vive, nei principi dell’agricoltura biologica, devono essere un tutt’uno, indivisibile. Oggi, e domani, soprattutto.

Perché questo accada, diventa necessario stringere relazioni, costruire, insieme, opportunità di vita. Le generazioni future meritano una Terra che sia ancora degna di questo nome.

L’agricoltura biologica, a ben vedere, lavora per loro.

Lavora per noi.

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